Gerardina amava spompinarmelo in pubblico mentre gliela leccavo

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Il primo pompino in pubblico

Se c’è una cosa a cui non avrei mai creduto è che mi sarebbe piaciuto essere visto dagli altri al massimo del piacere. Anche se sono abbastanza esuberante ho sempre pensato che la mia vita privata dovesse restare riservata, ma poi, dopo un’estate con Gerardina ho scoperto la passione per l’esser guardati.
L’ho conosciuta in un caldo agosto di 3 estati fa in un villaggio turistico. Io facevo il bagnino e lei la semplice turista in un gruppo di 3 amiche. Tra loro non era forse la più carina, ma era senza dubbio quella che si faceva notare. Allegra, un po’ esibizionista e sensuale in ogni suo movimento.
Arrivava in spiaggia con i tacchi e un trucco marcato soprattutto sulle labbra grandi e rosse, di quelle che ti fanno immaginare un pompino da sogno. Non amava perdere tempo, alla fine del primo giorno in spiaggia mi disse in che locale l’avrei trovata la sera stessa e così ci vedemmo lì.
Tra un ballo e l’altro iniziammo a baciarci e a fatica riuscii a tenere a a freno i suoi istinti fino alla mia camera da letto. Fosse dipeso da lei lo avremmo fatto al centro della sala da ballo. Pensai che questo atteggiamento dipendesse dall’alcol e più in generale dall’eccitazione della prima volta, ma dovetti presto ricredermi e constatare che stare tra la gente la eccitava e la rendeva incontenibile.
Il giorno dopo in spiaggia mi avvicinò più volte, ma dovetti respingerla perché preso dal lavoro, ma al tramonto mi trascinò in acqua con una forza che non riuscivo a credere avesse e, incurante della presenza di alcuni bagnanti, in spiaggia che potevano vederci, mi spompinò come nessuna aveva mai fatto prima.
Non che la cosa mi dispiacesse, ma per vivere questi momenti di intimità pensavo fosse opportuno essere in luoghi più appartati.
Provai a parlargliene. Le spiegai che desideravo più privacy e lei mi sorrise. Mi disse che avrebbe pazientato, ma che prima o poi mi avrebbe fatto scoprire il piacere di lasciarsi guardare.
Non ci pensai più e per qualche giorno limitammo le nostre effusioni amorose alla stanza d’albergo.
Sul finire della vacanza la portai a cena fuori. Seduta di fronte a me Gerardina iniziò con i suoi piedi a raggiungere il mio pene e ad accarezzarlo. Le lanciai un’occhiataccia, ma lei continuò e quando capì che la mia eccitazione era incontenibile si infilò sotto al tavolo e sentì il mio pene venire nella sua bocca. Razionalmente non avrei voluto che lo facesse, ma era stato l’ogasmo più bello della mia vita e desiderai solo che prima o poi lo facesse di nuovo.

Il fascino di lasciarsi guardare durante un pompino

Le vacanze finirono e arrivò il momento di tornare alla vita di sempre, ma nel salutarci ci demmo appuntamento di lì a qualche settimana. Andai a trovarla nella sua città e dopo un’accoglienza calorosa mi disse di preparami alla più eccitante serata della mia vita. Non capii cosa volesse dire. Ero inquieto ed eccitato allo stesso tempo.
Era sensuale come sempre, in un comodo vestino estivo corto e leggero. Mi portò a cena e poi al parco. Era piuttosto tardi per quel tipo di passeggiata, infatti per entrare scavalcammo un cancello, fortunatamente basso. Apprezzai la sua agilità nei movimenti che accendevano le mie fantasie e il suo entusiasmo nel condurmi alla meta che mi incuriosiva sempre più. Non capivo cosa volesse fare, ma sentivo che mi sarebbe piaciuto.
Iniziammo a camminare, era chiaramente alla ricerca di un punto preciso. Lo trovò, mi prese per mano e mi trascinò verso una panchina. Iniziò a baciarmi e io capì che da quel punto ci avrebbero visto dalla strada. Glielo feci notare e mi disse che lo sapeva, provai a dir qualcosa, ma mi zittì con i suoi baci e mi ordinò di lasciarmi andare.
Il suo profumo e la sensualità delle sue carezze mi convinsero a seguire il suo suggerimento. Si alzò dalla panchina e si sfilò gli slip, lanciandoli via lontano, poi mi spinse ad adagiarmi sulla panchina, si mise a cavalcioni sul mio viso e capii cosa voleva. Iniziai con la lingua a leccare il suo clitoride intanto che la mia mano si faceva strada verso i suoi punti sensibili spingendola a sensuali gemiti di piacere e mentre mi concentravo per procurarle intense emozioni lei mi sbottonò i pantaloni e dopo un attimo sentì il mio pene che affondava nella sua bocca. Continuai a leccarla e mentre le mie dita e la mia lingua si alternavano dentro di lei portandola all’orgasmo sentì che lei ingoiava il mio calore. Ci rilassammo per un attimo, poi tornammo a sederci. Dalla strada qualcuno lampeggiò per 3 volte con la torcia del telefono. Mi spiegò che voleva dire che ci avevano guardato e avevano apprezzato la nostra performance. Mi sentii stranamente gratificato da questa consapevolezza e da allora ho capito che mi piace farmi spompinare in pubblico.

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